Case Study
AI pubblica o AI privata: una scelta strategica, non tecnologica
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calendar_today10 gennaio 2026
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Negli ultimi mesi il dibattito tra AI pubblica e AI privata si è acceso sempre di più.
Spesso però viene affrontato nel modo sbagliato: come una scelta “giusta o sbagliata”, oppure come una semplice questione di costo.
La realtà è diversa.
La scelta tra AI pubblica e AI privata è una decisione strategica, che impatta governance, continuità operativa, sostenibilità economica e controllo nel tempo.
Perché la domanda “meglio AI pubblica o privata?” è sbagliata
Chiedersi quale sia “la migliore” è fuorviante.
Non esiste una soluzione valida per tutti, né una scelta definitiva.
Ogni organizzazione ha:
- volumi di utilizzo diversi
- dati con livelli di criticità differenti
- vincoli normativi specifici
- obiettivi di business non sovrapponibili
Ignorare il contesto significa scegliere una tecnologia come si sceglierebbe un tool, quando in realtà l’AI è un’infrastruttura.
AI pubblica: velocità e scala, ma con compromessi
L’AI pubblica (servizi cloud-based erogati da grandi provider) è spesso la prima scelta. Non a caso.
Vantaggi principali
- Attivabile immediatamente
- Scalabilità on-demand
- Aggiornamenti continui inclusi
- Time-to-market molto rapido
È ideale per:
- sperimentazione
- validazione di use case
- prodotti in fase iniziale
- carichi di lavoro variabili
Limiti strutturali
- Dipendenza dal fornitore (lock-in tecnologico)
- Costi variabili che crescono con l’utilizzo
- Margini difficili da controllare nel lungo periodo
⚠️ In alcuni contesti, inoltre, non è proprio un’opzione:
compliance normativa, privacy, dati critici, proprietà intellettuale, requisiti di audit o contrattuali possono escluderla a priori.
AI privata: controllo e governance, ma non “per sempre”
L’AI privata è spesso percepita come la soluzione “definitiva”.
In realtà è una scelta strutturale, non una scorciatoia.
Cosa significa davvero AI privata
- Modelli che girano su infrastruttura dedicata
- Dati che non escono dal perimetro aziendale
- Regole, logiche e priorità definite internamente
Vantaggi
- Maggior controllo su dati e processi
- Migliore governance nel tempo
- Riduzione del lock-in esterno
- Costi più prevedibili a regime (in certi scenari)
Aspetti spesso sottovalutati
- Investimento iniziale
- Gestione e manutenzione continua
- Aggiornamenti software
- Upgrade hardware inevitabili nel tempo
- Rischio di obsolescenza se l’evoluzione dei modelli accelera
Pensare “la compro una volta e sono a posto” è un’illusione.
Il vero fattore decisionale: il contesto
La scelta corretta nasce sempre da alcune domande chiave:
- Quanto è continuativo l’utilizzo?
- Quanto sono sensibili i dati?
- Quanti utenti la useranno realmente?
- Quanto posso dipendere da un fornitore esterno?
- Qual è l’orizzonte temporale del progetto?
Senza queste risposte,
non stai facendo una scelta tecnologica.
Stai facendo una scommessa.
L’approccio più maturo: l’AI ibrida
Nella maggior parte dei casi, la risposta migliore non è “pubblica” o “privata”.
È ibrida.
- AI pubblica per sperimentare, scalare, accelerare
- AI privata dove servono controllo, affidabilità e protezione del valore
Questo approccio consente di:
- ridurre il rischio
- ottimizzare i costi
- mantenere flessibilità strategica
Conclusione
L’AI non è una feature da attivare.
È un’infrastruttura da progettare.
Non esiste una soluzione definitiva.
Esiste una scelta consapevole, fatta sul contesto reale e sugli obiettivi di business.
Come lavora Shellonback
In Shellonback affianchiamo aziende e team tecnologici
nella valutazione e progettazione della strategia AI più adatta:
pubblica, privata o ibrida.
Senza ideologia.
Senza forzare soluzioni.
Con un approccio concreto e sostenibile.
📩 Se stai affrontando questa scelta, parliamone insieme.