Case Study
Come risparmiare davvero soldi sul Cloud
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calendar_today21 gennaio 2026
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Se oggi gestisci un progetto digitale — un sito, un’app, un e-commerce, un gestionale interno o un backend API — molto probabilmente gira su un’infrastruttura cloud.
AWS, Azure, Google Cloud o servizi equivalenti.
E quasi sicuramente… funziona.
Ed è proprio qui che nasce il problema.
Il cloud non è caro. È silenzioso.
Il cloud viene scelto perché è flessibile, scalabile, affidabile.
E perché “pago solo quello che uso”.
Vero.
Ma nel tempo succede una cosa molto comune: usi sempre di più senza accorgertene.
Nuove funzionalità, nuovi clienti, più traffico, più dati.
Ogni scelta è sensata nel momento in cui viene fatta.
Poi passa il tempo e nessuno si ferma più a guardare l’insieme.
Il risultato?
La fattura cresce mese dopo mese, senza errori evidenti, senza allarmi.
Quando tutto funziona, nessuno guarda sotto il cofano
Nel cloud i problemi non si manifestano come crash o downtime.
Si manifestano come:
- risorse mai spente
- dati che si accumulano
- log ovunque
- servizi nati “temporanei” che diventano permanenti
Tutto continua a funzionare.
Ma continui anche a pagarlo.
E spesso non sai per cosa stai pagando davvero.
Un esempio concreto (molto comune)
Un progetto nasce piccolo.
Poi crescono utenti, file, integrazioni, ambienti di test, backup, log.
Dopo un anno:
- stai pagando dati che non servono più
- stai mantenendo servizi che nessuno usa
- stai sostenendo costi decisi mesi fa, in un contesto completamente diverso
Nessun errore tecnico.
Solo mancanza di manutenzione nel tempo.
“Delegarlo a terzi? No, nessun accesso ai sistemi”
È una risposta più che legittima.
Molte aziende non vogliono:
- condividere codice
- esporre dati
- dare accessi completi alla propria infrastruttura
E non serve farlo.
Esistono policy, ruoli e permessi che permettono di:
- analizzare i costi
- capire dove si sta spendendo
- individuare sprechi o inefficienze
senza toccare dati sensibili o logica applicativa.
Controllo totale.
Zero intrusioni.
Risparmiare non significa “tagliare a caso”
Ottimizzare il cloud non vuol dire spegnere cose sperando che vada tutto bene.
Vuol dire:
- sapere cosa stai pagando
- capire se ha ancora senso oggi
- allineare i costi allo stato reale del progetto
Molte infrastrutture funzionano benissimo.
Semplicemente non sono più proporzionate a ciò che servono oggi.
Il punto chiave
Il cloud non è “lo imposto e me ne dimentico”.
Va seguito.
Va capito.
Va rivisto.
Anche quando tutto funziona.
La vera domanda
Se domani qualcuno ti chiedesse:
“Perché questo progetto costa X euro al mese di cloud?”
sapresti rispondere con sicurezza?
Se la risposta è “non del tutto”,
forse vale la pena fermarsi un attimo.
Vuoi capire se stai spendendo il giusto?
Non serve cambiare provider.
Non serve rifare l’infrastruttura.
Non serve dare accessi indiscriminati.
A volte basta una revisione fatta con criterio.
Se vuoi confrontarti sul cloud di un tuo progetto — o di un tuo cliente —
scrivici direttamente.
Meglio capirlo oggi, che continuare a pagarlo in silenzio.